Donazione immobili: la nuova legge che tutela gli acquirenti e sblocca la circolazione dei beni

Beni donati, eredità e transizione: le novità normative che ridisegnano sicurezza giuridica ed economia

La recente approvazione definitiva da parte della Camera del disegno di legge di semplificazione 2025 segna un passaggio cruciale per il sistema giuridico ed economico italiano. La riforma introduce infatti un profondo cambiamento nella disciplina della circolazione dei beni di provenienza donativa, affronta temi successori rimasti invariati dal 1942 e chiarisce aspetti chiave della gestione dei crediti d’imposta legati ai programmi “Transizione 4.0” e “Transizione 5.0”.

Fine dell’incertezza sui beni donati: il terzo acquirente non rischia più la restituzione

Fino ad oggi, i beni oggetto di donazione erano considerati dal mercato come potenzialmente “a rischio”, a causa dell’azione di restituzione che i legittimari potevano esercitare qualora la donazione avesse leso le loro quote di riserva.

Il sistema precedente prevedeva infatti che, nei casi di incapienza del patrimonio del donatario, l’erede leso potesse rivolgersi direttamente contro il terzo acquirente — anche se completamente estraneo alla vicenda successoria — per ottenere la restituzione del bene o un equivalente monetario. Una minaccia che ha frenato per anni la commerciabilità dei beni donati e la concessione di mutui da parte delle banche.

La nuova legge ribalta questo meccanismo:

  • il terzo acquirente è finalmente al riparo da azioni restitutorie,
  • i legittimari non soddisfatti si troveranno in una posizione simile a quella di un creditore ordinario verso un debitore incapiente,
  • rimane una forma di tutela solo se il bene è stato trasferito a titolo gratuito: in tal caso il beneficiario dovrà compensare i legittimari nei limiti del vantaggio conseguito.

Si tratta di un cambiamento che, come sottolineato dal Notariato, avrà un impatto diretto sulla circolazione immobiliare e sulla stabilità delle transazioni.

Il commento del Notariato: “Maggiore sicurezza per tutti e benefici per il Paese”

Il presidente del Consiglio nazionale del Notariato, Vito Pace, ha accolto la riforma come un traguardo storico.

Da oltre dieci anni — spiega — la categoria chiedeva un intervento che permettesse di superare una situazione normativa che “arrestava” di fatto il mercato. La possibilità di agire contro il terzo acquirente, infatti, rendeva i beni donati poco appetibili, scoraggiava l’accesso ai mutui e creava incertezza giuridica generalizzata.

La riforma risponde anche alle criticità evidenziate dal PNRR riguardo alla scarsa fluidità del mercato immobiliare. Un fattore ancora più rilevante se si considera la crescita costante delle donazioni in Italia: oltre 200mila donazioni immobiliari ogni anno, con un picco di 221mila atti nel 2021.

Secondo Pace, i professionisti potranno ora operare “con riferimenti legislativi definiti”, mentre i cittadini potranno effettuare trasferimenti e compravendite “con più tranquillità”, senza attendere la successione per evitare rischi.

Assenza e morte presunta: dimezzati i tempi

Il disegno di legge interviene anche su norme rimaste immutate dal 1942, aggiornandole alla realtà contemporanea, in cui la reperibilità delle persone è radicalmente cambiata.

Le principali novità sono:

  • assenza dichiarabile dopo 1 anno dall’ultima notizia (contro i precedenti 2),
  • morte presunta dichiarabile dopo 5 anni (anziché 10).

La semplificazione riduce l’incertezza per le famiglie e accelera le procedure successorie o patrimoniali collegate alla scomparsa prolungata di un soggetto.

Transizione 4.0 e 5.0: chiarito il divieto di cumulo

Un’altra area interessata da modifiche operative riguarda i crediti d’imposta destinati alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.

L’articolo 1, comma 2, del D.l. 175/2025 chiarisce definitivamente che:

  • non è possibile cumulare i crediti d’imposta Transizione 5.0 e 4.0 per gli stessi beni,
  • il divieto opera già in fase di presentazione delle domande,
  • le imprese che avevano presentato entrambe le richieste alla data del 22 novembre 2025 devono scegliere un solo beneficio entro il 27 novembre.

Il MIMIT ha chiarito che l’opzione non deve essere effettuata tramite il portale GSE, ma esclusivamente tramite PEC, utilizzando il modello di dichiarazione sostitutiva inviato dallo stesso Gestore dei Servizi Energetici alle circa 7mila imprese coinvolte.

Un quadro rinnovato che punta a efficienza, certezza e sviluppo

Nel complesso, le misure approvate segnano un passo significativo verso una maggiore certezza giuridica e operativa:

  • il mercato immobiliare e creditizio ottiene un’iniezione di stabilità,
  • i professionisti avranno regole più chiare,
  • le famiglie potranno contare su procedure più snelle,
  • le imprese impegnate nei programmi di transizione digitale disporranno di criteri più definiti.

La riforma recepisce bisogni concreti della società e dell’economia, con l’obiettivo di favorire una circolazione più dinamica dei beni e una gestione più efficace degli incentivi destinati all’innovazione.

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