12/05/2016

Perché solo cattive notizie? Liberiamoci!

Perché la tendenza maggiormente diffusa da anni è quella di diffondere cattive notizie?

E’ sufficiente guardare un telegiornale o la prima pagina di un quotidiano per rendersene conto: le prime notizie sono sempre devastanti riguardano morti, catastrofi, attentati, cataclismi naturali fino alla piccola cronaca nera e tutto questo viene approfondito fino alla morbosità nei minimi particolari. Le notizie positive passano in sordina, pochi minuti, velocemente come se non fossero importanti, come se fossero scontate.
Sapere ed essere informati è fondamentale ma informare è un’altra cosa: si può fare informazione dedicando il tempo adeguato a buone e cattive notizie. Ci sono paesi in cui leggi nazionali impongono ai media di dedicare pari tempo alle notizie “buone” come a quelle “cattive”. Potrebbe già essere un inizio per migliorare.
Le motivazioni che spingono i media a perpetrare tale comportamento (o strategia?) sono principalmente due e sono legate tra loro in modo così perverso da creare il classico effetto “cane che si morde la coda”. La prima MOTIVAZIONE è, quasi banale nella sua ovvietà, quella economica: tv e giornali sono aziende e come tali devono fare business, hanno bisogno di ascolti, la quasi totalità del loro pubblico segue le cattive notizie e addirittura non si limita al telegiornale o giornale abituale ma, più la notizia è devastante e di portata mondiale, più aumenta esponenzialmente la quantità di informazioni e fonti che il pubblico cerca per approfondire e allora si finisce per seguire i classici “special” preparati ad hoc sino a notte arrivando allo sfinimento come fossero una droga. E questa è proprio la SECONDA MOTIVAZIONE: le persone cercano i particolari, vogliono scoprire i dettagli più terribili da un lato perché sono spinte dalla umana curiosità e dall’altro perché cercano inconsciamente il beneficio dell’EFFETTO CONSOLATORIO: ascoltando in tv una tragedia la mente si libera dalla preoccupazione causata dai problemi personali e quotidiani che nel confronto, con quanto stiamo ascoltando, sono nulla.
Perché dovremmo cambiare e rifiutarci di farci travolgere da questo meccanismo perverso oltre a smettere noi stessi di parlare di catastrofi, guerre ed eventi negativi? Perché il mondo non è quello che il telegiornale o il giornale ci mostra: ci sono bene e male DA SEMPRE e a lungo andare ascoltare e parlare solo del negativo ci regala solo senso di impotenza e rassegnazione che non aiutano a vivere bene! A nessuno piace essere uno “schiavo” ma il problema è realizzare di esserlo e decidere di fare qualcosa per cambiare. Le paure bloccano l’energia intelligente delle persone e le schiacciano rendendole più deboli perché meno pensanti. Guidare un popolo che ha paura di tutto e che pensa che il negativo sia ovunque e che di buono non esista nulla solo perché non glielo fanno vedere è fin TROPPO FACILE.

LA BUONA NOTIZIA E’ CHE SI PUO' FARE QUALCOSA PER CAMBIARE ED ALLEGGERIRCI !!!

Sempre più persone stanno realizzando questa condizione, si accorgono che l’informazione è in qualche modo distorta e non solo gli utenti ma anche i professionisti dell’informazione stanno diventando finalmente stanchi di tutta questa PESANTEZZA DANNOSA.
Come tutti i cambiamenti si attuano dal piccolo quindi cosa possiamo fare noi utenti o professionisti?
La persona normale che fino a ieri ha seguito il telegiornale può semplicemente scegliere altri modi per informarsi (oggi ci sono più informazioni a nostra disposizione rispetto al tempo che abbiamo da dedicargli!) oppure può cambiare canale al momento opportuno limitandosi ad aver ascoltato la notizia neutra: abbiamo noi il telecomando in mano e decidiamo noi quale giornale leggere e se leggerlo. Il pubblico è sovrano: i telegiornali e i giornali pubblicano quello cha la gente segue, dunque non seguendo più un programma o una testata che pubblica un certo prodotto questi dovranno adeguarsi e modificarlo per continuare a fare business!
E’ un tema più discusso di quello che si possa immaginare, anche il Dalai Lama si è pronunciato a tale proposito affermando che andrebbe riferito sia il lato buono che cattivo delle cose, ad esempio se la notizia negativa riguarda l’ambiente andrebbe detto che si può intervenire in vari modi per prevenirlo o risolverlo.
Spetta e tutti nel proprio piccolo iniziare un cambiamento che porterà solo benefici e consapevolezza ed è un CAMBIAMENTO POSSIBILE!

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12 maggio 2016 | 22:20
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